L’attesa di un figlio che non rientra,
la paura di ciò che può succedere,
la disperazione delle ore che passano,
la preghiera che lenisce un po’ l’attesa.
La chiave che gira nella serratura della porta,
il cuore che batte contento,
un grazie al Signore e…
il sonno che arriva.
Finalmente il riposo!
Non so quante notti ti ho fatto passare così, penso qualche centinaia.
RispondiEliminaNon riesco neanche a capire come tu sia riuscita a vivere con me, i miei ritmi, il mio carattere.
Eppure mi hai concesso cose che pochi genitori avrebbero concesso ai figli, e tanto più con il tuo carattere. Ogni concessione come le prime vacanze solo a 13 anni, negli stati uniti solo a 17, i viaggi, le notti, ogni concessione è stata una sofferenza per te e un passo in più verso la mia indipendenza.
Oggi sono felice di come sei stata con me, lontana da non opprimermi e lasciarmi libero di fare esperienze, e vicina da farmi comunque sempre sentire protetto
Teo