Valbrembo 17 8 2011
Considerazioni!
A 7 giorni dalla dipartita (prematura, da certi punti di vista neanche tanto) a cinque giorni dal funerale, dopo aver ricominciato a dormire 4,5,6,7 ore di un sonno non tranquillo ma ristoratore comincio a metabolizzare l’accaduto!
Due anni di pseudo fidanzamento (innamorato dell’amore, della tua bellezza, in un ambiente all’epoca post guerra ancora attaccato alla terra non solo agricola ma anche mineraria.
Mi sono fatto carico del tuo destino con tutta la capacità fisico intellettuale di cui ero capace, ho lavorato tanto, ho socializzato con tutti quelli con cui sono entrato in contatto italiani e no, non mi sono lasciato allettare dalle sirene che incontravo sul mio cammino poiché avevo a casa la mia protetta che nel frattempo mi aveva reso padre di tre bellissimi figli (due femmine e un maschio).
Emigrati fin dalla prima ora (dopo un rapido viaggio di nozze durato una notte e due giorni in una località distante 17 km dal paese di origine VILLACIDRO)
Destinazione Piemonte esattamente Chivasso dove venimmo accolti da Chiara Sabeddu e da suo marito Egidio appartamento in affitto siamo nell’anno 1967, posto di lavoro alla domo watt in linea di montaggio come operaio di 3° categoria metalmeccanici settore frigoriferi (ambiente lavorativo composto da emigranti di tutta Italia, eravamo tutti molto frustrati per aver abbandonato le nostre abitudini spesso culinarie piuttosto che delle tradizioni in genere) salari e stipendi troppo bassi per far fronte alle esigenze della vita, stato di disagio ma non di disperazione poiché c’era tanta gente conciata peggio.
Il 13 gennaio 1968 è nata Veronica una bellissima bambina che cominciò a darci/darti grandi gioie, era bellissima , molto intelligente e affettuosa
Veronica a nove mesi.
Le necessità di bilancio mi costrinse a valutare la possibilità di cambiare posto di lavoro, accettai la proposta della Castor di Cascine Vica Rivoli (all’altra parte geograficamente da Chivasso) ci costrinse a cambiare casa, altre spese, altri disagi, però miglioramento salariale, ero passato impiegato, simpatica casetta, avevamo intessuto delle buone amicizie (Franca e Beppe Viotto e tutta la loro famiglia) restasti ancora incinta, non fummo disperati, credevamo nei valori della famiglia quindi anche della famiglia numerosa.
Stefania nacque il 7 agosto 1969 durante il periodo di ferie che stavamo trascorrendo in Sardegna a casa dei tuoi amati genitori e fratelli, era molto bella e si faceva coccolare da tutti soprattutto dalla sorellina Veronica.
Forse non eravamo maturi per affrontare i disagi della lontananza dalle rispettive famiglie e quindi quando si prospettò la possibilità di rientro in Sardegna nel settore delle miniere, affrontati i colloqui selettivi presso la direzione Monteponi/Montevecchio di via Vittor Pisani a Milano, venni assunto e destinato al centro meccanografico di Monteponi.
Non fu una passeggiata! Incontrare dei clan consolidati, legare comunque con alcune care persone vedi la famiglia Salaris, ci permise di inserirci nell’ambiente, fu un periodo da molti punti di vista piacevole, Iglesias possiede nei suoi paraggi luoghi incantevoli sia marini che montuosi, ne visitammo tanti ma il più delle volte a fine settimana partivamo verso Guspini dai tuoi e miei genitori, con l’intento di guadagnare qualche lira in più mi sacrificai e assieme ad altri colleghi e amici aprimmo la SIGED elaborazione dati, trovammo anche dei clienti importanti come le miniere di Funtanaraminosa che ci affidarono l’elaborazione della loro contabilità, i costi erano alti (affitto elaboratore, locali, energie ecc.) non facevano presagire periodi luculliani.
La mia giornata era di otto ore nel posto fisso di Monteponi, altre cinque ore nella nuova attività, sicuramente in quel periodo trascurai alcuni avvenimenti della vita familiare, le recite scolastiche, gli avvenimenti sportivi e di partecipazione dei genitori alla vita dei ragazzi che crescendo magari serbavano dispiacere per non aver costantemente tutti e due genitori accanto, tu Tiziana supplivi egregiamente alle mie assenze, e di ciò ti ringrazio, spiegavi loro che il papà lavorava tanto per portare più soldini a casa! In parte era vero in parte no poiché si diventa schiavi di un certo ritmo anche di stress lavorativo.
Le miniere non andavano bene e si sussurrava la loro imminente chiusura, mi diedi da fare a cercare un’altra soluzione, era stata costituita una nuova attività non più basata sull’estrazione di minerali dalla roccia ma lavorazione di lingotti d’alluminio provenienti da lavorazioni della bauxite nell’area di Porto Vesme, i soliti colloqui per l’assunzione che avvenne nel 1980, altro pendolarismo verso la nuova realtà, un’altra piccola soddisfazione professionale; responsabile elaborazione dati della Comsal compagnia sarda alluminio, esperienza positiva professionalmente e finanziariamente, poter partecipare sempre più con cognizione di causa alle decisioni con il top management mi diede l’impulso giusto per impegnarmi ancor più.
Durante un periodo trascorso a Roma presso l’Italminiere in missione venni in contatto con personaggi importanti che avevano intenzione di trasferirsi al nord d’Italia esattamente a Capriate S.Gervasio provincia di Bergamo io avevo virtualmente accettato poiché si prospettava un inquadramento da dirigente d’azienda, non trovai eccessiva resistenza neanche da parte tua….
La selezione fu un proforma poiché avevano bisogno esattamente di un profilo professionale come il mio che “del problem solving ne faceva una filosofia di vita senza badare alla fatica, allo stress e alle ore impiegate” questa filosofia influenzò ulteriormente il mio modo di pensare, in Italia e all’estero, il Portogallo, la Spagna, la Francia, l’Inghilterra, la Polonia, il Marocco, gli Stati Uniti, la Malesia e tante altre nazioni e regioni.
Se fu faticoso, oggi non lo so più poiché mi è caduto il mondo addosso ed è sicuramente più gravoso delle mie fatiche lavorative, non dovevi farmi diventare vedovo così presto quando ancora avremmo potuto gioire di quanto costruito insieme (pur con i continui battibecchi spesso su inezie) invece te ne sei andata dal Dio che leggendo i tuoi appunti hai amato più di ogni altra cosa, poiché come hai scritto nell’ultima tua opera “La Paura” hai implorato ogni santa notte, come hai sempre evocato e implorato la tua grande mamma Gina.
Si vive assieme e non si ha la capacità di comunicazione necessaria per capire e anche se impossibile poter agire per risolvere o almeno lenire i dolori e i momenti di disperazione, oggi capisco perché me l’hai fatto leggere che eri terrorizzata dal 1978 mese di Novembre quando ti venne diagnosticato il tumore al seno!
Ho collaborato? Sicuramente quanto ho potuto ma non quanto questa volta!
Mi sono disperato nel non poter fare di più, ti ho però dedicato questi mesi ininterrottamente giorno e notte, meritandomi la tua fiducia.
Ti ho voluto sempre tanto bene e te ne vorrò ancora.
Ho fallito nel mio problem solving poiché è “ineluttabilmente certo che nessuno è indissolubile”
Non mi sento solo anche se molte volte non mi dispiace essere solo per pensare a te a noi, ai miei amati, figli, generi, alla mia nuora preferita, Veronica, Sergio, Stefania, Alessio, GianMatteo, Emanuela, Barbara, Roberta, Filippo, Francesca, Giorgia, Sofia, Emma.
Mi manchi tanto e tanto manchi a tutta la famiglia.
Ciao
Gio






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