sabato 24 dicembre 2011

la vigilia di natale..

...natale, natale,natale....che natale strano nonna che sarà! La magia degli alberi di natale, del presepio, del cenone. Però in questa magia sento che manca qualcosa, sento che manca qualcuno!Mi sembra così strano pensare che voi non ci siete più. chi si sarebbe mai immaginato che quello dell'anno scorso sarebbe stato l'ultimo con voi?!questa sera mangeremo tutti insieme,apriremo i regali, mangeremo il pandoro e alri 1000 dolci, forse canteremo come piaceva a te, faremo la scenetta con emma e sofia( ti ricordi l'anno scorso ti sei arrabbiata perchè non l' avevamo fatta seriamente), aspetteremo la mezzanotte e ci faremo gli auguri, forse qualche lacrima scenderà ma sono sicura che sarà di felicità! So che questa notte la magia si colmerà, so che verrete a salutarci e vi farete sentire più che mai! vi voglio bene e mi mancate ancora tanto!!!
Robi
ps:buon natale mamma.. Veri

mercoledì 21 dicembre 2011

La recita natalizia di Sofia,

Ciao Ma,

anche quest'anno c'è stata la recita all'asilo.
L'anno scorso c'eri quest'anno no.
Ti ho messo due video delle canzoni che Sofia ha imparato a memoria, ti piaceranno di sicuro.
E' davvero divertente vederla cantare con la mimica che le hanno insegnato.

un bacio
Teo




sabato 10 dicembre 2011

L'albero dei mille anni di Pietro Calabrese

Oggi è il dieci dicembre, quattro mesi che tu non ci sei più. A casa  qualche giorno fa tutti insieme abbiamo fatto albero e presepio, è stato bellissimo e sicuramente saresti fiera di noi. Sofia e Emma hanno collaborato tantissimo e penso che si siano divertite molto.
Ho tra le mani un libro che tu hai comprato a gennaio ancora prima di sapere del tumore, parla di un giornalista famoso che racconta il suo ultimo anno di vita, aveva un tumore ai polmoni.
Questo libro in molti punti è sottolineato da te probabilmente in tante cose la pensavi come lui!
Riporto alcune sue frasi:
"Ho pensato alla mia vita che stava per finire, non mi avrebbe permesso di vedere quasi nulla delle cose che invece pensavo mi spettase di diritto vedere e vivere.Gli uomini pensano che tutto gli è dovuto e non si rendono conto che ogni cosa, anche la più insignificante è un meraviglioso regalo dell'esistenza. Gettano anni a occuparsi di robe inutili e non si accorgono che la felicità è accanto a noi ogni giorno, trasparente di una luce abbagliante che solo noi stupidi ciechi non vogliamo vedere."

"La forza positiva che ci circonda è l'unica salvezza. Aggrappati alla forza senza mostrare paura e ce la farai. la forza è vita.
.....Anche a questo, credo, servono le malattie gravi: ad aprirci gli occhi e magari, se sei fortunato, a farli aprire anche agli altri.
Perchè bella è la vita, bello il sole e il freddo dell'inverno, bellissima una giornata di primavera e dolcemente bello il venticello leggero che l'accompagna. Ma chi si ferma mai a riflettere su queste cose?
Rimandiamo a domani tanto cose perchè siamo convinti di avere tempo... ho tempo tutto il tempo che voglio!
Poi durante un normale controllo scopri che hai un cancro e allora la vita traballa, sbanda, deraglia. Il tempo non è più  lo stesso tempo che avete conosciuto fino a quel momento. Ogni giorno puo durare, se lo volete, cento ore, ogni ora mille minuti, ogni minuto migliaia di secondi. E in tutto questo tempo regalato ci sono cose meravigliose che vi aspettano. Basta saperle vedere e volerne godere."
In questo libro lui si sente come un guerriero anche tu ti sentivi come una amazzone, infatti le bambine mi hanno raccontato che quando erano piccole tu hai spiegato loro che non avevi un seno perchè eri una guerriera amazzone, spesso dicevi con il pugno chiuso io combatto, io sono forte, non ho intenzione di arrendermi !!!!!!
Un bacio mamma  Veri

lunedì 28 novembre 2011

Che bella che sei, hai un sorriso che è uno spettacolo e quel bel nasino alla francese che ti ho sempre ammirato.
Ogni tanto mi soffermo a pensarti e cerco di ricordare la tua fisionomia, certo ci sono le foto a ricordarmi il tuo viso ma le tue mani che mi accarezzavano il volto, cosi particolari cosi provate, quel tuo ditino strano che non si sapeva dove andava mi mancano. E le tue cicatrici, tante, cicatrici di guerra come dicevi tu.... quella alla gamba un grosso taglio fatto con il vetro........ quella al seno ricordo del tuo tumore.... quella al braccio famosa caduta fatta ad Iglesias.
I tuoi piedini che poi se guardo i miei o quelli della Robi sembrano dei cloni, che quando dormivo con te al pomeriggio mi mettevi sempre vicino.
Dicono che col tempo passa, che la sofferenza poi diminuisce, forse è vero ma perdere una persona cosi solare come te e perdere un pezzettino di sole...... Veri

domenica 27 novembre 2011

uno che la pensava come te...

"E' là che sono nato e là che son diventato uomo.
Là è la casa di mio nonno, dove io ho vissuto bambino, la casa di mio padre,
e la mia gente: case e tombe.
Ma ciò che conta di più è che io, anche ora, se vado là, io mi sento forte,
intelligente, anzi onnisciente.
Se immergo la mano nel l'acqua della Spendula, o del Rio Mannu, so di che
cosa è fatta quell'acqua.
Se raccolgo un sasso di Giarrana ho di quel sasso una conoscenza che arriva
fino alla molecola, fino all'atomo.
E' là che ho letto la prima volta Leibnitz e Spinoza senza bisogno di
traduzioni o di note.
Là mi sono sentito solo al centro dell'Universo come un astronauta.
E perciò sono geloso della mia terra, della mia Isola." 
Giuseppe Dessì 1961

venerdì 25 novembre 2011

Sono il vento

Dopo aver visitato Cecilia ed aver visto in lei,
il sole che scalda ed illumina anche le persone più tristi,
ho cercato di analizzarmi…

Chi sono?
Sono il vento!

Irruento quando voglio portare agli altri una ventata di gioia, ma,
divento una brezza, quando vedo la sofferenza ed il dolore.

Sono:
un venticello birichino con i bambini;
un vento di ristoro,
quando incontro mamme e papà, con figli portatori di handicap,
oppure,
quando vedo persone straniere che cercano una parola o un sorriso,
o anche quando incontro coniugi separati, con figli.

Vorrei togliere, come fa il vento con le nuvole,
il buio che oscura la bellezza delle piccole cose.

Oh, potessi portare a tutti l’amore di Dio,
la luce di Cristo,
la potenza dello Spirito Santo
e, un augurio di pace in famiglia e nel mondo!

mercoledì 23 novembre 2011

23 novembre 2011

Ciao mamma, oggi tua sorella Iride compie 71 anni, un anno fa tu eri con lei e con zia Maria Franca a Cagliari a festeggiare il suo compleanno, pensa come è il destino, pensa come in 365 giorni tutto sia cambiato.
Stamattina alle sette di sicuro anche lei avrà detto, ma Tiziana quando chiama?
Come ci mancano le tue frizzanti telefonate, la tua vocina squillante che ci augura tanti auguri!
Ieri ho fatto un incidente, la colpa è mia sono uscita dallo stop senza la dovuta attenzione sulla sinistra e ho tamponato un'altra macchina, sto bene non preoccuparti, almeno fisicamente non ho riportato ferite, dentro però nel mio cuoricino un pò si, ho perso un pò di fiducia in me stessa e mi sento uno schifo.
Ma scusa tu dal cielo non potevi avvisarmi? non potevi dirmi Veri scaccia i pensieri, guida serena.... attenta!
Ok non preoccuparti penso di avere imparato la lezione, cercherò di essere più attenta in macchina e di lasciare i pensieri a quando arrivo a casa. Veri

mercoledì 9 novembre 2011

Grazie per gli auguri

Ciao Mamma,

grazie per gli auguri, furbetta che non sei altra hai iniziato ieri sera a farmeli.

Se fossi stata fisicamente presente, mi avresti chiamato stamattina alle 7. La telefonata sarebbe durata 5 secondi, veloci e senza fronzoli come sapevi essere con me.

Oggi ti ho sentita tutto il giorno, diverso ma bello lo stesso, perchè evidentemente le tue 36 telefonate precedenti mi hanno abituato a sentirti e penso che continuerò a farlo anche per i prossimi compleanni.

un ricordo giusto per le mie nipoti:

mi ricordo i compleanni che mi organizzavi, me ne ricordo uno in particolare organizzato nella nostra cantina, avrò avuto 8 anni eravamo in 20 in 3 metri quadrati. e alla fine delal festa avevo uno stuolo di macchinine.

Ora che ci penso mi viene in mente anche quando invece di ritirare i miei giocattoli, ti vedevo che giocavi con i miei soldatini, e dentro di me pensavo, che mamma strana...

lunedì 7 novembre 2011

Tramonto


Ho guardato, con gli occhi del cuore, tanti tramonti,
           sulle montagne,
                     sul mare,
                              sui fiumi,
                                       sulle città.

Ognuno aveva una bellezza diversa, ma quello che più mi è rimasto nel cuore, perché vissuto nella fede, è il tramonto della vita di mio papà Siro.
I colori, splendidi e caldi, erano quelli del dolore, ma la serenità della morte, aveva il colore della fede.
Grazie Signore per avermi dato la possibilità di accompagnarlo negli ultimi giorni della sua vita terrena.

L’esempio paziente di mia madre, per me è stato grande: tante volte mi sono chiesta come abbia fatto, in questi lunghi mesi, a sopportare notti di fatica, abbinando tenerezza nei momenti di dolore, ma anche fermezza quando mio papà diventava insofferente.

Mi sono chiesta quanti angeli, il Signore, avesse messo a disposizione della mia mamma; uno bello e forte, di sicuro, c’era!
Quante preghiere nelle notti insonni; quanti perché, per le croci che la vita le aveva imposto; dopo le lacrime tornava il sorriso, la speranza che niente, della sofferenza umana, andava perduto: Gesù sapeva!

Ti ringrazio Signore per i genitori che mi hai dato,Ti chiedo solo che ora abbia un po’ di serenità.
Fa’ che possa gioire dei suoi sette figli, di nuore e generi, dei sedici nipoti e cinque pronipoti.

Se ciò non sarà possibile, aiuta noi tutti ad amarla per quello che ci ha insegnato: AMARE TE!

sabato 5 novembre 2011

Valbrembo 17 8 2011
Considerazioni!
A 7 giorni dalla dipartita (prematura, da certi punti di vista neanche tanto) a cinque giorni dal funerale, dopo aver ricominciato a dormire 4,5,6,7 ore di un sonno non tranquillo ma ristoratore comincio a metabolizzare l’accaduto!
Due anni di pseudo fidanzamento (innamorato dell’amore, della tua bellezza, in un ambiente all’epoca post guerra ancora attaccato alla terra non solo agricola ma anche mineraria.



Mi sono fatto carico del tuo destino con tutta la capacità fisico intellettuale di cui ero capace, ho lavorato tanto, ho socializzato con tutti quelli con cui sono entrato in contatto italiani e no, non mi sono lasciato allettare dalle sirene che incontravo sul mio cammino poiché avevo a casa la mia protetta che nel frattempo mi aveva reso padre di tre bellissimi figli (due femmine e un maschio).
Emigrati fin dalla prima ora (dopo un rapido viaggio di nozze durato una notte e due giorni in una località distante 17 km dal paese di origine VILLACIDRO)
Destinazione Piemonte esattamente Chivasso dove venimmo accolti da Chiara Sabeddu e da suo marito Egidio appartamento in affitto siamo nell’anno 1967, posto di lavoro alla domo watt in linea di montaggio come operaio di 3° categoria metalmeccanici settore frigoriferi (ambiente lavorativo composto da emigranti di tutta Italia, eravamo tutti molto frustrati per aver abbandonato le nostre abitudini spesso culinarie piuttosto che delle tradizioni in genere) salari e stipendi troppo bassi per far fronte alle esigenze della vita, stato di disagio ma non di disperazione poiché c’era tanta gente conciata peggio.
Il 13 gennaio 1968 è nata Veronica una bellissima bambina che cominciò a darci/darti grandi gioie, era bellissima , molto intelligente e affettuosa

Veronica a nove mesi.
Le necessità di bilancio mi costrinse a valutare la possibilità di cambiare posto di lavoro, accettai la proposta della Castor di Cascine Vica Rivoli (all’altra parte geograficamente da Chivasso) ci costrinse a cambiare casa, altre spese, altri disagi, però miglioramento salariale, ero passato impiegato, simpatica casetta, avevamo intessuto delle buone amicizie (Franca e Beppe Viotto e tutta la loro famiglia) restasti ancora incinta, non fummo disperati, credevamo nei valori della famiglia quindi anche della famiglia numerosa.
Stefania nacque il 7 agosto 1969 durante il periodo di ferie che stavamo trascorrendo in Sardegna a casa dei tuoi amati genitori e fratelli, era molto bella e si faceva coccolare da tutti soprattutto dalla sorellina Veronica.

 Forse non eravamo maturi per affrontare i disagi della lontananza dalle rispettive famiglie e quindi quando si prospettò la possibilità di rientro in Sardegna nel settore delle miniere, affrontati i colloqui selettivi presso la direzione Monteponi/Montevecchio di via Vittor Pisani a Milano, venni assunto e destinato al centro meccanografico di Monteponi.
Non fu una passeggiata! Incontrare dei clan consolidati, legare comunque con alcune care persone vedi la famiglia Salaris, ci permise di inserirci nell’ambiente, fu un periodo da molti punti di vista piacevole, Iglesias possiede nei suoi paraggi luoghi incantevoli sia marini che montuosi, ne visitammo tanti ma il più delle volte a fine settimana partivamo verso Guspini dai tuoi e miei genitori, con l’intento di guadagnare qualche lira in più mi sacrificai e assieme ad altri colleghi e amici aprimmo la SIGED elaborazione dati, trovammo anche dei clienti importanti come le miniere di Funtanaraminosa che ci affidarono l’elaborazione della loro contabilità, i costi erano alti (affitto elaboratore, locali, energie ecc.) non facevano presagire periodi luculliani.
Nel 1974 mese di Novembre nasceva GianMatteo un bel bambino super coccolato dalle sue sorelline

La mia giornata era di otto ore nel posto fisso di Monteponi, altre cinque ore nella nuova attività, sicuramente in quel periodo trascurai alcuni avvenimenti della vita familiare, le recite scolastiche, gli avvenimenti sportivi e di partecipazione dei genitori alla vita dei ragazzi che crescendo magari serbavano dispiacere per non aver costantemente tutti e due genitori accanto, tu Tiziana supplivi egregiamente alle mie assenze, e di ciò ti ringrazio, spiegavi loro che il papà lavorava tanto per portare più soldini a casa! In parte era vero in parte no poiché si diventa schiavi di un certo ritmo anche di stress lavorativo.
Le miniere non andavano bene e si sussurrava la loro imminente chiusura, mi diedi da fare a cercare un’altra soluzione, era stata costituita una nuova attività non più basata sull’estrazione di minerali dalla roccia ma lavorazione di lingotti d’alluminio provenienti da lavorazioni della bauxite nell’area di Porto Vesme, i soliti colloqui per l’assunzione che avvenne nel 1980, altro pendolarismo verso la nuova realtà, un’altra piccola soddisfazione professionale; responsabile elaborazione dati della Comsal compagnia sarda alluminio, esperienza positiva professionalmente e finanziariamente, poter partecipare sempre più con cognizione di causa alle decisioni con il top management mi diede l’impulso giusto per impegnarmi ancor più.
Durante un periodo trascorso a Roma presso l’Italminiere in missione venni in contatto con personaggi importanti che avevano intenzione di trasferirsi al nord d’Italia esattamente a Capriate S.Gervasio provincia di Bergamo io avevo virtualmente accettato poiché si prospettava un inquadramento da dirigente d’azienda, non trovai eccessiva resistenza neanche da parte tua….
La selezione fu un proforma poiché avevano bisogno esattamente di un profilo professionale come il mio che “del problem solving ne faceva una filosofia di vita senza badare alla fatica, allo stress e alle ore impiegate” questa filosofia influenzò ulteriormente il mio modo di pensare, in Italia e all’estero, il Portogallo, la Spagna, la Francia, l’Inghilterra, la Polonia, il Marocco, gli Stati Uniti, la Malesia e tante altre nazioni e regioni.
Se fu faticoso, oggi non lo so più poiché mi è caduto il mondo addosso ed è sicuramente più gravoso delle mie fatiche lavorative, non dovevi farmi diventare vedovo così presto quando ancora avremmo potuto gioire di quanto costruito insieme (pur con i continui battibecchi spesso su inezie) invece te ne sei andata dal Dio che leggendo i tuoi appunti hai amato più di ogni altra cosa, poiché come hai scritto nell’ultima tua opera “La Paura” hai implorato ogni santa notte, come hai sempre evocato e implorato la tua grande mamma Gina.
Si vive assieme e non si ha la capacità di comunicazione necessaria per capire e anche se impossibile poter agire per risolvere o almeno lenire i dolori e i momenti di disperazione, oggi capisco perché me l’hai fatto leggere che eri terrorizzata dal 1978 mese di Novembre quando ti venne diagnosticato il tumore al seno!
Ho collaborato? Sicuramente quanto ho potuto ma non quanto questa volta!
Mi sono disperato nel non poter fare di più, ti ho però dedicato questi mesi ininterrottamente giorno e notte, meritandomi la tua fiducia.
Ti ho voluto sempre tanto bene e te ne vorrò ancora.
Ho fallito nel mio problem solving poiché è “ineluttabilmente certo che nessuno è indissolubile”
Non mi sento solo anche se molte volte non mi dispiace essere solo per  pensare a te a noi, ai miei amati, figli, generi, alla mia nuora preferita, Veronica, Sergio, Stefania, Alessio, GianMatteo, Emanuela, Barbara, Roberta, Filippo, Francesca, Giorgia, Sofia, Emma.
Mi manchi tanto e tanto manchi a tutta la famiglia.
Ciao
Gio


lunedì 31 ottobre 2011

26/7/2011 mi manchi!!



ciao nonnina,
ti ricordi queste foto? Io si, mi ricordo tutto di quel giorno. era stato un pomeriggio magico, anche se tutte le volte parlare e stare anche solo un ora con te era magico. Queste foto le aveva scattate la zia stefi con il mio cellulare, a pensarci mi viene ancora da ridere. Ne avra scattate almeno 10 ma erano tutte sfuocate!!Era il 26 luglio e faceva caldissimo. Tu come sempre avevi dei pantaloni lunghi neri io invece avevo dei pantaloncini corti gialli e una cannottiera grigia. Quando mi hai vista vestita così subito mi hai guardata con degli occhi un po strani e mi hai detto" ciao raggio di sole, stai andando in spiaggia?" Io mi sono messa a ridere e poi mi sono seduta acccanto a te, ho preso dalla borsa un foulard e ti ho chiesto se ti piaceva.Tu subito  lo hai voluto indossare e fare delle foto con me. Potrei ndare avanti ore a raccontarti ogni dettaglio, particolare, parola o gesto di quel giorno. Mi ricordo tutto, perchè io ti ho osservata, anzi no nonna, ti ho guardata, come quando guardavi l'alba la mattina. Intensamente, cercando di catturare tutto ogni colore sfumatura, ogni rumore e sensazione. Io ti ho guardata nonna per ricordarmi di te. Il giorno dopo sono partita x il campeggio e sapevo che tu, anche se solo in una settimana saresti cambiata, perciò ti ho guardata come mai avevo fatto prima. Eri cosi bella, gambe e braccia avevano lividi viola e un pochino tremavi. Passando le mani tra i capelli molti li perdevi. Eppure nonna secondo me eri magnifica.Avevi un viso luminoso ,come sempre dopotutto, e il tuo sorriso anche se molto affaticato non era finto, era un sorriso stanco ma felice.E poi nonna i tuoi occhi. Non sai cosa darei per rivedere i tuoi occhi. Così immensamente brillanti. Tu parlavi con quegli occhioni, e io capivo, capivo sempre quello che mi volevi dire.Erano occhi di una donna che sapeva guardare oltre quello che si vede, occhi pazienti,occhi stracolmi di amore, ma allo stesso tempo di una donna furba e un po biricchina! Però nonna i tuoi occhi quel giorno ti hanno tradita, perchè io sono riuscita a vedere anche il  dolore nei tuoi occhi. Nonna ecco come ti ricordo.Come il più bel tramonto(perche l'alba io non la vedo quasi mai) che io abbia mai visto.
Nonna pensarti è bellissimo, ricordarti lo è un po meno. Lo so che dovrei ricordarti con il sorriso sulle labbra, perchè mi hai dato tanto, ma se ti devo ricordare e perchè non ci sei più. I ricordi sono attimi momenti ore giorni, belli e brutti, ma sono cose passate. Io non voglio che tu sia una cosa passata. Io voglio parlare e raccontarti ogni cosa come ho sempre fatto, voglio sentire la tua voce, voglio sentire la tua mano che mi accarezza dolcemente il viso e i capelli. voglio poter leggere nei tuoi occhi la tua forza e il tuo coraggio, così forti da trasmetterne un po anche a me.Voglio che tu ,come facevi sempre, abbracciandomi
mi dicessi " piccola, fatti forza. La vita e questa, a volte è dura ma fidati e meravigliosa. Tutto con il tempo passa fidati. tranquilla Robi io sono qui". Ora,come avresti detto tu,la pioggerella cade dai miei occhi e io non so come fermarla.Vorrei solo poterti prendere la mano e stringerla, ma non posso.Ma ho un altra idea,è sera c'e il nostro appuntamento nonna. Fuori il sole sta TRAMONTANDO e il cielo è tutto rosa e io anche stasera ti vedrò.
mi manchi nonna, MI MANCHI DAVVERO TANTO!
 TI VOGLIO BENE!                                                                                                        Robi

sabato 29 ottobre 2011

Cuore di mamma

Non credo di riuscire ad esprimerti
ciò che il mio cuore vorrebbe dirti:
ogni volta che ti penso, sento una grande tenerezza
e vorrei raggiungerti con un abbraccio
per farti sentire tutto il mio calore.

Sento le tue braccia stanche appoggiarsi a me
e il tuo sorriso, anche se triste, sprizza tanta vitalità.

Le tue mani, mamma, hanno fatto tanto bene,
non crucciarti, se ora non riescono a lavorare come tanti anni fa,
sanno ancora accarezzare
e ciò è importante per tutti quelli che ti stanno vicino.

Gli occhi, che non hanno più la vista di un tempo,
riescono ancora a vedere dentro il cuore delle persone.

Un grazie per la fede che mi hai trasmesso,
una fede serena, con radici ben salde,
ciò mi aiuta ad essere,
seppur lontana,
vicina a tutti voi.


Un bacio.


lunedì 24 ottobre 2011

Ciao Mamma (10 aprile 2011)

Ciao mammi,

ti ricordi la giornata al fiume, 10 Aprile. Sembra lontata eppure è pochi mesi fa. Avevamo mangiato come sempre a casa, ci avevi preparato il solito pranzo con le solite varianti da ristorante: pasta alla vernaccia, al ragù, pasta nera, polpette, carne arrosto, filetto di maiale, costine, etc... il ns menù
E poi quasi spontaneamente siamo andati tutti al fiume, per noi che abbiamo vissuto a Valbrembo quasi un luogo dello spirito.
Tutti sapevamo che cosa è un tumore al pancreas, senza nessun dubbio. E tutti sapevamo che lo avevi. Quello è stato il giorno della consapevolezza, il giorno in cui dirsi, che duri un giorno o un anno, saranno un giorno o un anno con te.
Io amo Valbrembo, la conosco metro per metro, l'ho girata in bici, a piedi, di corsa palmo a palmo, e adoravo andare lì in riva al fiume. un posto speciale in cui il fiume sembra il mare.
Vorrei raccontare tante cose di te e di nonna a mie figlie, ogni tanto fammele venire in mente.
ciao e buona settimana mamma!













Domenica 23 ottobre 2011

Ciao mamma, i l tempo è cambiato, inizia ad esserci freddo e le giornate si stanno accorciando.
Oggi io, Robi e Barbara come solito siamo andate alla messa delle nove e mezza, sai che canzone hanno cantato alla comunione? Tu sei la prima stella del mattino............ Le lacrime sono scese in automatico senza che nessuno le avesse invitate, ci sei ritornata in mente tu quando un mese prima di morire hai chiesto a Robi di cantare questa canzone e le hai detto di cantarla al tuo funerale....
Hai detto di cercarti in chiesa e in effetti chiudendo gli occhi ci sei venuta in mente tu quando in chiesa cantavi con molta enfasi muovendo un pò la testa e se... ti guardavammo sollevavi le spalle, e sorridevi per farci capire la gioia che provavi a lodare il Signore. Pur essendo cattolica e praticante non ho mai capito come facevi ad aver voglia tutti i giorni di andare in chiesa, probabilmente dopo il tuo primo tumore era giusto ringraziare per te colui che ti aveva permesso di vivere per vederci crescere....
Il resto della domenica l'ho passato in casa, i ragazzi dovevano studiare per le verifiche, è stata una domenica un pò lunga e per me anche un pò triste... Prima alla domenica con Sergio dovevamo litigare per scegliere se andare a casa sua o a casa mia!
Comunque la vita va avanti e anche se mi manchi tantissimo, tantissimo tantissimo mi consola l'idea che sei in un posto speciale per te insieme alla tua mamma.

giovedì 20 ottobre 2011

oggi stefi mi ha fatto un bel regalo una fotografia di noi cinque insieme

martedì 18 ottobre 2011

Notti bianche

L’attesa di un figlio che non rientra,
           la paura di ciò che può succedere,
                     la disperazione delle ore che passano,
                              la preghiera che lenisce un po’ l’attesa.



La chiave che gira nella serratura della porta,
           il cuore che batte contento,
                     un grazie al Signore e…
                              il sonno che arriva.

                                       Finalmente il riposo!

venerdì 7 ottobre 2011

 se ci sei Giorgia

Tristezza 2

eheheh
anche io oggi triste, sarà una giornata così...
Dalle 6 di mattina solo soletto al capannone, con fuori il temporale.
A volte non mi manca la sua voce, vederla, parlarci, a volte mi manca l'idea che comunque ci sia e se dovessi averne bisogno c'è, invece non c'è...

Mi ricordo quel giorno della fotografia, era proprio stanca.

tristezza

Casa di Stefi Pasqua 2011 sei stanca e fai  un pisolino

Oggi sono triste, la giornata è iniziata con un brutto temporale che mi ha svegliata e mi ha resa di malumore....... Adesso il cielo nuvoloso è stato spazzato via da un venticello fresco fresco e mi sembra di sentirti ma non ti posso toccare sono stata a trovarti al cimitero ma accidenti mi guardi e basta!

mercoledì 5 ottobre 2011

foto Sardegna

alba

tramonto

oliveto papà 
casa tunaria

spiaggia Tunaria

Lettere

In questi giorni ho fatto un pò di ordine tra le mie scartoffie e ho trovato tutte le lettere che puntualmente ci scrivevi per il compleanno c'è ne una in particolare che mi piace :

A Veronica
Tu sei la prima stella del mattino!
Tu sei la prima cosa bella che io e papà abbiamo sentita nostra.....
quando giovani e pieni di entusiasmo ci siamo sposati e partiti lontano.
Eri e sei  la mia bambina, una donna riflessiva, idealista ma ... reale.
Dirti quanto il nostro cuore nel guardarti ne sia orgoglioso è superfluo.
Il Signore ti dia sempre questa forza, questa speranza, questa caparbietà, poichè la vita
non è fatta di cose fatue ma di realtà vissute con amore.
Tu e Sergio sapete bene cos'è l'amore di due persone
l'amore per la famiglia, l'amore per il prossimo,
tutto ciò nella vita rimane per sempre...
Auguri piccola mia mamma

Nelle maggior parte delle tue letterine facevi spesso riferimento al tramonto, al vento, alla nuvoletta birichina da quando tu non ci sei più guardo molto di più il paesaggio e ... spero di trovarti nel vento, spero di trovarti nel cielo, ti cerco tra la nuvole, ti cerco tra le stelle perfino sulla luna e ammiro e apprezzo molto di più tutto quello che mi circonda.
Ti ricordi quando a Tunaria raccontavi le storie alle tue piccoline e chiamavamo la luna? Le mie bambine infatti la CASA DI TUNARIA LA CHIAMANO LA CASA DELLA LUNA.

sabato 1 ottobre 2011

Le Tasche Piene Di Sassi di Jovanotti



Volano, le libellule, sopra gli stagni e le pozzanghere in città,
sembra che se ne freghino della ricchezza che ora viene e dopo va,
prendimi non mi concedere, nessuna replica alle tue fatalità,
eccomi son tutto un fremito… ehi…

Passano alcune musiche, ma quando passano la terra tremerà,
sembrano esplosioni inutili, ma in certi cuori qualche cosa resterà,
non si sa come si creano, costellazioni di galassie e di energia,
giocano a dadi gli uomini, resta sul tavolo un avanzo di magia.

Sono solo stasera senza di te…
mi hai lasciato da solo davanti al cielo…
e non so leggere, vienimi a prendere…
mi riconosci ho le tasche piene di sassi…

Sono solo stasera senza di te…
mi hai lasciato da solo davanti a scuola…
mi vien da piangere…
arriva subito, mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi, il cuore pieno di battiti..
e gli occhi pieni di te…

Sbocciano i fiori sbocciano e danno tutto quel che hanno in libertà,
donano non si interessano, di ricompense e tutto quello che verrà,
mormora la gente mormora, falla tacere praticando l’allegria,
giocano a dadi gli uomini, resta sul tavolo un avanzo di magia…

Sono solo stasera senza di te…
mi hai lasciato da solo davanti al cielo…
e non so leggere, vienimi a prendere…
mi riconosci ho un mantello fatto di stracci…

Sono solo stasera senza di te…
mi hai lasciato da solo davanti a scuola…
mi vien da piangere, arriva subito..
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi, il cuore pieno di battiti…
e gli occhi pieni di te…

Sono solo stasera senza di te…
mi hai lasciato da solo davanti al cielo…
vienimi a prendere, mi vien da piangere,
mi riconosci ho le scarpe piene di sassi,
la faccia piena di schiaffi, il cuore pieno di battiti…
e gli occhi pieni di te…

venerdì 30 settembre 2011

Mi troverete lassù

Quando la nonna morirà,
bambini,
mi troverete lassù,
tra quelle nuvole bianche
che giocano a rincorrersi.
Se c’è un temporale, tutto sembra grigio,
non appena il vento porterà via le nuvole,
io sarò in quel pezzettino di cielo azzurro a salutarvi,
sarò nel vento,
sarò nella pioggia,
nelle giornate di sole,
sarò dove voi sarete…
e mi troverete in un sorriso
che regalerete a chi è triste e anziano,
nei bambini come voi,
nel canto,
nel gioco,
nei racconti della nostra storia,
nelle favole di vita vera di oggi.
Ma in un posto speciale, mi troverete felice:
ovunque ci sarà una chiesa ed entrerete a pregare,
lì, sentirete il mio abbraccio e tutto l’amore che,
 una moglie, mamma e nonna sa dare.
Vi voglio bene

lunedì 26 settembre 2011

Compleanno Sofia (4 anni)

Ciao Mamma,

dato che non ci sei riscrivo il biglietto che avevi scritto a Sofia quando ha compiuto un anno, così è valido per gli auguri e quando Sofia vorrà potrà venire a rileggerselo senza che io lo perda:



Sofia,

quanta gioia nei nostri cuori quando il tuo papà e la tua mamma ci hanno annunciato il tuo arrivo.

L'attesa è stata un pò movimentata, qualche nuvoletta nel cielo ma poi il sole splendente... sei nata e ... sei bellissima.

Per noi piccola Sofia come per ogni nipotina è stato un giorno speciale

Oggi compi un anno, abbiamo seguito tutte le tue fasi di crescita con una maturità nuova, il tuo primo sorriso, il tuo dito alzato per dirci, ti riconosco, le tue braccia alzate ora che vogliono volare da te.

Hai delle espressioni fantastiche Sofia e i nonni non smettono di fotografarti.

Noi tutti attraverso te riviviamo momenti di gioia e serenità.

Grazie piccola meraviglia del creato.

Auguri, auguri, auguri, auguri, auguri..........

Nonni Titti e nonno Gio.

sabato 24 settembre 2011

Che ne sarà di noi?





Che ne sarà di noi?
Se siamo come un’isola,
con scogliere frastagliate,
con il mare sempre in burrasca,
come mostreremo alle persone che ci vogliono aiutare,
le nostre rive accoglienti?




Che ne sarà di noi?

Il dolore e la solitudine,
           se condivisi,
                     sono più sopportabili,
                              ma se non apriamo il nostro cuore e non                                                         permettiamo a nessuno di entrarci,

resteremo un’isola
di cui
nessuno scoprirà mai la bellezza!

per oggi basta

ciao Mamma,

per oggi ti saluto, ma guarda che non ci dimentichiamo e ti teniamo sempre d'occhio...

Fatti fritti

Riusciremo quest'anno a farci le frittelle da soli per carnevale?

Mi viene in mente mamma che copriva l'impasto con le coperte, la pasta cruda, l'odore di olio in cucina, lei che girava le frittelle con una bacchettina di legno, e noi che le mangiavamo calde

Strani oggetti

in casa avevamo strani oggetti, come queste pantofole giapponesi

Alcuni frutto della tua corrispondenza internazionale, altre cose che ti aveva lasciato tuo padre

Avevi un'autentica passione per le lettere, ti piaceva scrivere. Sarà l'esperienza che avevi fatto da ragazza quando tuo padre proprietario di una tabaccheria ti aveva messo lì a lavorare. Di quel periodo mi hai lasciato in eredità la tua collezione di francobolli, ne abbiamo tantissimi, e anche se poi non ho preso la stessa passione per quel tipo di collezione è bellissimo guardarli

mercoledì 21 settembre 2011

Foto di famiglia

Ciao Mamma,

scusa per l'attesa ma sono stato un pò impegnato con il lavoro. In queste settimane con papà in Sardegna siamo un pò divisi, ma recuperiamo quando torna.

Devo recuperare un sacco di fotografie da postare.

Quella cacca di Veronica ha messo le canzoni che mi cantavi e che mi facevano piangere quando ero bambino, parlavano sempre di abbandoni... per fortuna che alla fine mi hai abbandonato che ero già grande.
Pensare a quelle canzoni mi ricorda la casa di Iglesias, la stufa, e una sedia a dondolo che poi avevamo portato anche a Bergamo, la pianta di nespole nel cortile.

Vi ricordate di quella volta che è esplosa la stufa e siamo usciti da casa tutti neri?





Foto della tua famiglia, bella, molto bella!